Come scegliere il nome del sito web.

Come scegliere il nome del sito web.

Come scegliere il nome del sito web? La scelta del nome del sito o in linguaggio tecnico “nome di dominio” si può considerare la fase iniziale; la posa del primo mattone per la creazione del sito e che lo renderà rintracciabile una volta pubblicato o messo on-line

Infatti prima di partire con la progettazione del sito aziendale è importante fare una buona analisi per definirne le fondamenta facendo riferimento a due quesiti importanti: quali sono gli obiettivi della presenza in rete(on-line)? Cosa vogliamo proporre ai nostri clienti e a quelli potenziali?

Rispondere a queste domande, nel modo più preciso possibile, e una chiara la strategia, permette di fare la scelta migliore del primo mattoncino che è la scelta del dominio o nome del sito.

Ma quali caratteristiche deve avere un buon dominio? Vediamone alcune:

  1.  Deve essere breve e facilmente memorizzabile.
  2.  Possibilmente essere fedele al nome dell’azienda o del professionista, e di supporto per la diffusione del marchio o brand.
  3. Deve essere disponibile nelle estensioni principali: per esempio, verifichiamo sempre che sia disponibile sia nella versione .it (per l’Italia) sia nella versione internazionale .com, oltre che nelle versioni dei mercati esteri in cui vogliamo essere presenti.
  4. Originale, cioè non troppo simile a nomi di altre aziende; questo per evitare confusione nei navigatori ed evitare di regalare traffico e visite.

Vediamo nel dettaglio come dovrebbe essere il percorso per la scelta del nome:

Per prima cosa verifichiamo la disponibilità del dominio che riproduce la ragione sociale; ci sono tantissimi servizi online per fare questa verifica: andrà verificato se il nome di dominio è libero per l’acquisto o se è già stato acquistato; in questo caso si può scoprire anche da chi.

Ma come si fa per verificare la disponibilità e i dettagli per recuperare eventualmente i domini?  Il primo servizio per controllare i domini con estensione “.it” è il seguente:

https://web-whois.nic.it/.

Basta scrivere il nome nell’apposita casella di testo cliccare il quadratino per il controllo e il gioco è fatto.

Come verificare se un dominio è libero.

Per verificare la disponibilità dei domini “.com”, e delle principali estensioni (.info, .org, .net ecc.), sono molto utili i servizi offerti da www.whois.net. Anche in questo caso se il dominio risulta occupato, controlliamo se è effettivamente utilizzato, cioè se c’è un sito attivo associato oppure  se è stato comprato in attesa di un altro acquirente.

Può accadere che la ragione sociale risulti già occupata; in questo caso, a meno di scelte di branding studiate, è bene evitare di ripiegare su estensioni non comuni (per esempio .to, .tv e così via) solamente perché risultano libere; il .com e le estensioni dei mercati nazionali, partendo dal .it, sono la scelta migliore.

Una cosa utilissima da fare, nell’ottica di un miglioramento dei risultati nei motori di ricerca, è la presenza di parole chiave significative nel nome di dominio.

Per questo, prima di partire con la ricerca del dominio, è bene individuare tre/quattro parole che rappresentino l’attività imprenditoriale e provare a combinarle con la ragione sociale.

Un caso da non sottovalutare è la possibilità di digitazioni errate: ad esempio possono esserci sigle di difficile memorizzazione o parole straniere; è bene registrare anche le versioni con gli errori più comuni in modo da proteggere il nostro marchio o brand e facilitare la vita ai navigatori.

Nel caso ci sia la possibilità di digitazioni errate – per esempio perché ci sono sigle di difficile memorizzazione o parole straniere – registriamo anche le versioni con gli errori più comuni; proteggiamo in questo modo il nostro marchio e facilitiamo la vita ai navigatori.

Un altra accortezza è quella di evitare domini con il trattino (es. www.mio-dominio.it), con numeri o parole difficili da pronunciare: quante probabilità ci sono che si finisca per generare un errore mentre si dice il nome? E la confusione cresce quando il dominio è contenuto negli indirizzi email (es. [email protected]).

Fase finale.

La fase finale, dopo tutta questa ricerca, è quella della registrazione: a questo punto basta una semplice ricerca su Google dell’espressione “registrare dominio” per raggiungere numerosi servizi di registrazione, assicurandoci così un dominio al costo di una decina di euro l’anno.

I principali fornitori di hosting – ovvero lo spazio sui server per ospitare il sito ed eventuali database di prodotti – solitamente, associato allo spazio web, forniscono anche il servizio di registrazione del dominio. Per saperne di più leggere una guida sugli hosting.

Un ultimo passaggio si rende necessario prima di registrare il dominio ufficiale: è buona norma parlarne con colleghi, soci, amici e clienti. In questo modo si possono raccogliere idee e suggerimenti e possiamo testare da subito l’efficacia e la facilità di essere memorizzato il nostro futuro “indirizzo di casa” digitale.

Eccoci arrivati alla fase finale: abbiamo scelto il dominio e abbiamo provveduto a registrarlo nelle estensioni più comuni e utili alla nostra attività. Quello sarà l’indirizzo del nostro sito web. Andrà diffuso proprio come facciamo con l’indirizzo della sede, del negozio o dell’ufficio. Oltre che nelle comunicazioni online – per esempio nella sezione “Informazioni” della pagina Facebook e nelle firme delle email – il dominio va pubblicizzato anche nelle principali comunicazioni tradizionali:

-Nella carta intestata, in tutti i materiali di presentazione e nei biglietti da visita, insieme all’email e agli altri dati di contatto.

-Nelle pubblicità su stampa, tv e radio.

-Nelle confezioni dei prodotti e in tutto il packaging.

Leggi anche Scegliere l’hosting.

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